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Blog per lo
sbertucciamento
del comunismo
15 aprile 2008
Il vento è cambiato


A me hanno sempre insegnato una cosa: che le furbate non pagano. Possono funzionare per un po’, magari possono provocare quel brividino elettrizzante che nasce dal senso di impunità, e però sono vittorie passeggere: a lungo andare ti lasciano con un pugno di mosche.
Adesso, davanti alla Caporetto della sinistra (tracollo di compagni ed ex compagni, da Uolter in giù, checché si affannino a discernere gli scribacchini che, oggi come ieri, non hanno capito un tubo), la prima sensazione che provo è che mi hanno insegnato bene.
Questo Paese ha vissuto due anni di umiliazione, appeso alle furbate.
Il pareggio strappato in modo oscuro alla Camera, la vittoria mutilata al Senato, l’impossibilità di ricontare i voti, il supremo avvilimento delle cariche istituzionali occupate (chi rappresenta Napolitano?), il ricorso reiterato alla fiducia, l'attività del governo appesa ai cateteri dei senatori a vita.
E in tutto questo, sempre quell’immarcescibile volontà di sfottò, quell’odiosa esaltazione della sfida, il ghigno volgare di chi ogni volta irrideva: avete visto? Ce l’abbiamo fatta di nuovo.
E poi, a governo caduto, le acrobazie per sfuggire al voto popolare, l’invocazione dell’esecutivo tecnico dopo averlo sprezzantemente rifiutato nel 2006, l’imbroglio di spacciare per nuovo quanto di più vecchio offriva la nostra politica. Ancora furbate, ancora truffe.
Ecco il risultato. Oggi la vittoria elettorale di Berlusconi è talmente netta da rendere chiara una cosa: gli italiani non sono rimasti delusi dalla sinistra. Sono rimasti stomacati. Mai visto un simile fenomeno di rigetto, un così marcato rifiuto di un’esperienza governativa.
Anche il Cavaliere ne tragga le conseguenze. Tra un minuto ricominceranno i girotondi, lo squadrismo di piazza e di salotto, le lotte ottocentesche dei sindacati, le lagne dei giornalisti zerbino e tutta la robaccia cui purtroppo siamo avvezzi.
Una sola esortazione: tirare dritto, tirare avanti. Zero perplessità, zero insicurezze, politica dura e risolutiva così come il Paese richiede (e la golden share della Lega sul governo, da questo punto di vista, sarà una vera manna dal cielo).
Il vento è cambiato ed è il Paese che deve cambiare. Siamo tutti al centro di un cambiamento. Lo sono anch’io che oggi, dopo tre anni esatti di vita, sospendo questo blog.
Non che mi manchi la volontà di scrivere: mi manca il tempo, come vi sarete accorti tutti. E non voglio far morire per consunzione uno spazio al quale ho sempre portato il massimo rispetto: preferisco una pausa, mi auguro breve, in attesa di riorganizzare la mia giornata e trovare un momento per continuare il dialogo con voi.
Un grazie, di cuore, a quanti mi hanno seguito fin qui.



permalink | inviato da siro il 15/4/2008 alle 12:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (81) | Versione per la stampa
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